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MessaggioInviato: 14/09/2009, 11:10 
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Alfista Q.V.
Alfista Q.V.
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Nel 1962 i tecnici dell’Alfa Romeo iniziarono a prepararsi per un nuovo progetto di spider che sarebbe andato a sostituire la gloriosa Giulietta spider prodotta sin dal 1956. Siccome le vendite di tale modello andavano ancora bene, ma vedendo che le rivali iniziavano a produrre modelli di cilindrata superiori e più potenti, si decise di non restare a guardare e negli anni che sarebbero stati calcolati come interlocutori affinchè il progetto nuovo non fosse pronto, si decise di montare sulla carrozzeria della Giulietta spider e su tutta la produzione sportiva Giulietta, la meccanica della Giulia berlina che era appena entrata in produzione e che avrebbe rivoluzionto negli anni il concetto della berlina. Così nacque il progetto Giulia spider che avrebbe coperto una produzione di circa 4 anni 1962/1965. La giulia si distingueva dall’ultima serie della Giulietta spider per le seguenti differenze estetiche:
sul cofano motore era sparita il profilo cromato longitudinale per fare spazio alla falsa presa d’aria con cromatura orizzontale che fu creata per fare posto al motore di maggiore cilindrata;
posteriormente fu messa sul cofano del bagagliaio una piccola scritta cromata 1600 e nel caso della versione spider veloce, fu aggiunta la scritta Veloce;
internamente il vetusto voilante della Giulietta fu sostituito con uno della Nardi a tre razze d’acciaio con corona nera;
il contachilometri era tarato per entrambe le versioni (spider e spider veloce) a 220 kmh, mentre sulla Giulietta per la versione base era tarato fino a 180 kmh e per la veloce fino a 200 kmh;
nuovi colori per la carrozzeria e nuovi colori per gli interni.
Passiamo poi alla motorizzazione. Questa vettura, come ho detto prima, aveva la stessa meccanica della Giulia berlina il motore era un 1600 che sviluppava 92 cv a 6000 giri e l’alimentazione avveniva tramite un carburatore Solex doppio corpo seminvertito; mentre per la spider veloce grazie all’alimentazione singola mediante a 2 carburatori Weber doppio corpo e al rapporto di compressione di 9.7:1 i cv diventarono addirittura 112 a 6500 giri. La dote migliore di questa vettura che si prestava si d’allora ai problemi della circolazione cittadina e che ancora oggi è validissima fu l’adozione del cambio a 5 velocità tutte sincronizzate, mentre sulla Giulietta c’era il cambio a 4 velocità di cui la prima non sincronizzata sulla prima serie. Questa vettura per anni è stata un po’ bistrattata dal pubblico perché si credeva, a torto, che non era molto originale e fu trattata solo come derivata, ma recentemente la Giulia spider sta godendo di un nuovo splendore e il tutto lo si capisce anche dalle valutazioni che sono cresciute moltissimo tanto da arrivare e in alcuni casi superare quella della Giulietta spider (vedi le valutazione della versione spider veloce).
La produzione della versione spider è stata di 9250 pezzi venduti , mentre per la spider veloce solo 1091 ed ecco anche spiegata l’alta valutazione di quest’ultima.
Tra gli optional di questa vettura c’era il classico ed elegante hard top invernale venduto con la stessa colorazione della vettura, il volante in legno della Nardi e i cerchioni a raggi della Borrani.
Personalmente amo molto questa vettura, molto di più della seguente Duetto osso di seppia, in quanto aveva delle linee più morbide e proporzionate rispetto a quest’ultima ed inoltre aveva un motore portentoso, soprattutto la spider veloce, che la spingeva fino a sfiorare i 190 kmh (172 kmh per la versione spider).
Scheda tecnica
Motore in alluminio bialbero di 1570 cm cubici, rapporto di compressione 9:1 (9.7:1 per la veloce);
alimentazione un carburatore doppio corpo Solex seminvertito ( 2 carburatori Weber doppio corpo orizzontali per la spider veloce);
cambio a 5 velocità tutte sincronizzate;
potenza 92 cv a 6000 giri (112 cv a 6500 giri per la spider veloce);
velocità massima 172 kmh (187 kmh per la spider veloce);
anni di produzione:
spider 1962-1965 vetture prodotte 9250
spider veloce 1964-1965 vetture prodotte 1091.
Carrozzeria: Lunghezza m. 3.90, larghezza m. 1.58, altezza a capote chiusa m. 1.33, passo m. 2.25, peso a vuoto kg 885 (890 per la spider veloce).

Eccola:

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La nascita del "Duetto" la si deve a uno studio, condotto in toto dalla Pininfarina per creare una vettura nuova da proporre alla casa del Biscione, in grado di sostituire uno dei più grandi miti della storia delle scoperte italiane, la Signorina (Giulietta Spider 101), la signorina venne affiancata da altre due stupende vetture scoperte marcate Alfa, che erano le due Touring (102) con motori a 4 Cilindri (2000) e a 6 cilindri in linea (2600), ma queste due belle auto erano per l'epoca da considerararsi il prodotto di "Nicchia" della Fascia di Nicchia stessa, chiaramente, la Giulietta con cilindrata 1290 cc, era da considerarsi meno impegnativa e quindi molto più proponibile ai più, sebbene il mondo dell'auto all'epoca fosse popolato, per lo più dalle Fiat 600......allora gli anni passavano e nel frattempo la signorina, con pochi accorgimenti estetici aveva assunto la meccanica della neo nata Giulia (105) e nasceva cos' la Giulia Spider 1600, dotata di motore della stessa Giulia TI la codifica era ancora (101) in quanto di fatto la carrozzeria era ancora quella di Pininfarina della precedente giulietta, solo il cofano motore, era stato dotato di una presa d'aria, che serviva a far stare il più alto (corsa lunga) motore da 1600 CC......Ma torniamo al nostro Duetto, siccome la Giulia stava apprestandosi a sostituire in toto la giulietta, ecco che anche la coupè di Bertone stava per essere sostituita, infatti per un periodo vi fu la Giulia Sprint (identica alla sorella Giulietta Sprint, ma motorizzata 1600CC) poi si arrivò, allo splendido nuovo lavoro di Bertone, la prima opera di Giorgetto Giugiaro, al Giulia Sprint GT....ma questa, cari amici, come ben sappiamo è un altra storia....ma torniamo a Grugliasco, e andiamo dal nostro amico Pininfarina......come dicevo il duetto, fu un progetto di design che inizio, parecchio indietro nel tempo, infatti, il primo prototipo che anticipava in un certo qual modo il DUetto fu la famosa "SUPER FLOW" derivata dalla 6c 3000 CM......presentata al salone di Torino del 1956....alla fine dello stesso anno venne presentata la “Super Flow II” che aveva linee più morbide, meno aggressive e un design del frontale decisamente più pronunciato, tre anni dopo arrivò il prototipo “Super sport”, che già presentava linee caratteristiche della futura spider dell’ALFA ROMEO:

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Dopo una sequenza di studi e prototipi molto innovativi, e con una attenta cura alle linee aerodinamiche ecco che arrivo un nuovo determinante prototipo che avrebbe ampiamente anticipato le linee del duetto....
la “Giulietta Spider Speciale Aerodinamica” nel 1961, che anticipava visibilmente quella che poi sarebbe stata la Spider Duetto, venne presentata al salone di Torino del 1961, poi al salone di Ginevra ancora del 1961, dove si era aggiunta la capottina rigida “Hard Top”:

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Ma finalmente, dopo altri prototipi che vennero in seguito presentati, tra i quali due splendide interpretazioni della 2600....forse a trarre in inganno a cosa davvero si lavorasse....ecco che....solo 5 anni dopo, esattamente nel 1966 fu possibile apprezzare le linee della definitiva spider, che andò a sostituire la Giulia Spider, con carrozzeria Giulietta, aveva caratteristiche del tutto inedite e talmente innovative che stupì e piacque immediatamente.

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Fu una vera rivoluzione, a Ginevra, quell'anno 1966, si la vettura era per l'epoca veramente futuristica, lo era talmente, che forse senza saperlo, ma sarebbe vissuta, per 28 anni di produzione.....Le linee morbide con le fiancate convesse, tagliate a metà da visibili “sgusci”, il muso appuntito con i fari carenati dietro a vistose calotte trasparenti, il posteriore con paraurti divisi in due, con lo scarico al centro, all’interno una strumentazione decisamente sportiva con tachimetro e contagiri di fronte al pilota, e al centro, tre strumenti ( indicatore
livello benzina, manometro olio e termometro acqua).

La linea tanto innovativa di questa vettura catturò immediatamente gli americani tanto che venne utilizzata per un Film divenuto poi famoso (il laureato di Mike Nichols, con Dustin Hoffmann).

La più bella sotto al sole, recitavano gli slogan pubblicitari dell'epoca, ci fu subito un gran subbuglio, per la presentazione della nuova SPIDER 1600, gia, così si chiamava la macchina infatti venne indetto un divertente concorso per dare alla nuova nata di casa Alfa Romeo un nome.....ed ecco che vinse quel concorso il Dr. Guidobaldo Trionfi che diede alla nuova Spider il nome di DUETTO.....

Peccato che poi, l'alfa non potè mai usare quel nome, perchè era gia il nome di un biscotto di una nota casa dolciaria italiana, fu così che il nome di DUetto è rimasto nell'immaginario collettivo come il nome di una macchina che ha accompagnato la giovinezza di tanti Italiani.....

Tra le iniziative per presentare la nuova vettura, l'Alfa allora della FIN Meccanica, (IRI) come la ITALIA NAVIGAZIONI, organizzò una presentazione durante il viaggio di uno dei più bei transatlantici del mondo, orgoglio della Marina mercantile Italiana, armato per l'appunto dalla Italia Navigazioni, la turbo nave Raffaello, gemmella della Michelangelo, allora il Simbolo, come il Duetto di una Italia che viaggiava in V a fondo di gas!!!

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Insomma, fu un super successone, ma veniamo alla gamma, come detto, dopo le presentazioni, il Premio al Dr. Trionfi (un bel duetto bianco) la presentazione sulla Raffaello, la presentazione con la Indossatrice Heidi Gover, e il film con Dustin Hoffman, il nostro duetto era gia divenuto un vero mito, allora la prima versione prodotta fu la Spider 1600 (105.03), che ereditava la meccanica della sorella Giulia Sprint GTV...in pratica con il medesimo pianale accorciato e la stessa meccanica, il motore era l'AR00536 (1570 CC) da 109 CV con alimentazione a due carburatori Doppio Corpo simultanei.....un unico allestimento disponibile.



Successivamente il 1600, venne affiancato dal 1750 Veloce (105.57), un duetto vitamizzato dotato del motore della neonata GT 1750 Veloce, il motore AR00548 da 1779 CC e 114/118 CV esternamente questa versione potenziata era caratterizzata dall'adozione dei Cerchi ruota da 14" (erano da 15") con pneumatici maggiorati e dallo spostamento dello specchietto retrovisore sulla portiera, (precendentemente sul parafango), al posteriore spiccava la scritta "1750".....all'interno, era evidente l'adozione del meraviglioso volante a tre razze con corona in legno della Hellebore, a calice largo e dall'adozione di un particolare posacenere di grandi dimensioni con accendisigari (c'era anche sul 1600)

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....Oltre al 1750, il nostro duetto nel 1968 venne affiancato dal 1300 Junior, infatti, alla clientela mancava la serie cadetta della nuova Spider Alfa romeo, quersta cilindrata, che aveva riscosso tanto successo sulla giulietta spider, venne prodotta sulla Spider 1300 Junior (105.91) di fatto questa versione del Duetto montava la meccanica 1290CC della GT 1300 Junior, col motore AR 00530 da 89 CV, questa versione semplificata e proposta a un prezzo inferiore alle altre fu presto la più apprezzata dai clienti, esteticamente differiva dalle altre per l'assenza delle calotte trasparenti sui fari, dallo spostamento dei ripetitori di direzione, davanti alle ruote anteriori, e non dietro come sulle precedenti 1600 e 1750, dai copricerchi tutti cromati e con il fregio stampato, dai deflettori fissi, internamente era caratterizzata da un volante semplificato a due sole razze, con la corona in bachelite nera, il posacenere era sprovvisto di accendisigari, e al posteriore spiccava la scritta 1300 Junior....

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Ecco qui, amici, alla fine del 1969, arrivò la rivoluzione che tagliò la coda all'osso di seppia.....ma questa è altra storia! ;)

_________________
1983 AR Spider Veloce 1.6 Argento M. (Il Ragno)
1984 AR Alfetta GTV 2.0 Opale M. (La Rumby)
2002 AR 156 1.9 JTD LTD Azzurro Gabbiano M. (La Fully)

Socio CAM N.6, Socio ASI N. 183496


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